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ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA BASILICATA

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Omaggio e memoria
22 ottobre 2026 / Alessandro Zenti
Addio a Franco Cacciatore, il commosso ricordo del collega Alessandro Zenti

Riceviamo e pubblichiamo questo ricordo di Franco Cacciatore, giornalista che ha collaborato con Rai, Ansa e altre testate anche nazionali scomparso il 21 ottobre 2026. 

Franco Cacciatore

Franco, la notizia della tua morte mi raggiunge e... non ero, non sono pronto a perderti. La memoria, come accade in questi casi, corre per conto suo fino a una stazione, quasi trent’anni fa. In quella stazione ti occupavi del corteo di Pentecoste, e quel giorno eri intento a sistemare il carro dei buoi, con la concentrazione di chi sa che le tradizioni non stanno in piedi da sole. Lo ricordo perfettamente, quel primo incontro, e non potevo sapere che stava cominciando un’amicizia che gli anni avrebbero soltanto rafforzato. Ci siamo visti spesso. Sei stato un amico e sei stato il mio mentore.
Eri un giornalista a tutto tondo, nel vero senso della parola: uno di quelli che il mondo lo guardano a lungo prima di raccontarlo. Eri curioso di tutto, appassionato di tutto, anche del mio mestiere di fotografo. Quanti tuoi articoli ho letto e conservo: oggi pesano in un altro modo. Spesso mi ricordavi quanto la tecnologia, oggi, renda tutto più facile, e per spiegarmelo tornavi a com’era prima: gli articoli dettati al telefono, le fotografie che, per arrivare in redazione, bisognava portare in stazione e affidare alla cortesia del capotreno di fiducia. Ascoltandoti capivo che il mestiere, ieri come oggi, prima ancora che di strumenti è fatto di ingegno e di fiducia.
Eri la memoria storica di Melfi: ne conoscevi ogni aspetto, ogni segreto, ogni sfaccettatura, ne amavi profondamente la storia e ne parlavi come chi non ha mai smesso di innamorarsi. Quante volte ti ho ascoltato raccontare del Festival di Melfi, una sorta di Sanremo del Sud, e delle fotografie dei suoi protagonisti; della nascita del Museo Pallottino; della Pro Loco e della promozione del territorio. Con te, Melfi perde un pezzo della sua memoria, e noi perdiamo qualcuno a cui chiedere.
Che piacere ascoltarti. Avevi in memoria una “cineteca” di incontri: celebrità conosciute e intervistate, attori, registi, davvero tanti. Ti soffermavi su Pasquale Festa Campanile, su Lina Wertmüller, e mentre ne parlavi sembrava che potessero varcare la soglia da un momento all’altro. Poi c’era Napoli, che amavi, e c’erano i libri: quanti ne avevi letti, e con che generosità li restituivi a chi ti ascoltava.
Amavi incontrare le persone, parlare con loro: era da loro che prendevi energia. E con tutti eri sempre corretto e rispettoso, senza mai una parola fuori luogo.
Quando mi chiamavi a casa tua per la pec, entravo nel primo pomeriggio e il tempo, tra una storia e l’altra, scivolava via fino al tardo pomeriggio. Entravo per la pec, restavo per te: per ascoltarti, per imparare da te. Oggi darei tutto per un’altra pec.

Tra noi si scherzava sempre, ed è con una tua battuta che voglio ricordarti: «Per capire quanti anni ho bisognerebbe fare l’esame del carbonio 14, ma sappiate che non è affidabile». Tu, che amavi la storia, scherzavi sulla tua età con il linguaggio degli archeologi. Avevi ragione, Franco: non è affidabile. Nessun esame sa datare la curiosità, e la tua, di anni, non ne dimostrava nessuno.
La strada che mi hai indicato resta, e continuerò a percorrerla. Ma da oggi, quando mi volterò, non ti troverò più sul ciglio, a farmi un cenno.
Se da qualche parte esiste una stazione, ci sarà di certo un capotreno di fiducia: chiedigli la cortesia, come un tempo, di far arrivare fin qui qualche tua notizia.
Ciao Franco. Ti voglio bene. Mi mancherai. Grazie di tutto.

Alessandro Zenti