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ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA BASILICATA

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22 dicembre 2020 / Mimmo Sammartino

Caro/a collega,
sta per concludersi questo 2020 che ci ha portato momenti difficili e dolorosi. Un tempo minaccioso, fatto anche di distanze obbligate, che ci auguriamo di poterci lasciare alle spalle. Speriamo al più presto. Un pensiero di nostalgia vorrei dedicarlo innanzitutto ai colleghi che, anche a causa di questa pandemia, abbiamo perduto in quest’ultimo anno. Un pensiero per loro e un sentimento di vicinanza alle loro famiglie e a quanti li hanno conosciuti e hanno condiviso con loro esperienze di lavoro e di vita.

Siamo in procinto di rinnovare gli organismi dell’Ordine. Sono momenti nei quali è normale provare a fare un bilancio. In coscienza possiamo affermare, nonostante le tante difficoltà che ci siamo trovati di fronte, di lasciare al futuro Consiglio un Ordine regionale – prezioso patrimonio di tutti i giornalisti lucani - in buona salute. Un Ordine che si è dimostrato capace di far fronte agli impegni istituzionali di competenza, ai nuovi obblighi previsti dalle leggi (obblighi che, nell’ultimo decennio, sono andati continuamente moltiplicandosi), all’opera necessaria per assicurare i servizi ai colleghi. Un Ordine regionale che ha operato sempre in sintonia con il sindacato e con tutti gli organismi della categoria. Una pratica virtuosa che però, con i tempi che corrono, non può considerarsi scontata.

Approfitto di questa nota di fine anno per ricordare a tutti che, fino al 31 gennaio 2021, sarà possibile iscriversi (la quota rimane fissata a 120 euro e a 60 per i titolari di pensione di vecchiaia o a essa equiparata) senza incorrere nel pagamento della mora (10 per cento della quota).
Rammento anche che, pure in tempi in cui riunioni in presenza e assembramenti sono vietati, è possibile seguire i corsi per la formazione continua sulle piattaforme on line: su Sigef o su fpc.formazionegiornalisti.it. Possibilità che interessa sia chi ha già cominciato il triennio formativo 2020/2022, sia per quanti devono completare il recupero (ancora per pochi giorni) per il triennio 2017/2019. Auspico che, nel rispetto di quanto previsto dalle normative vigenti, tutti i colleghi possano mettersi in regola al fine di evitare le sanzioni disciplinari previste da norme e regolamenti in vigore. Al di là degli obblighi, comunque, appare evidente che, nel tempo dell’infodemia, ci sia ancora più bisogno di una informazione di qualità. Cioè rigorosa, completa, rispettosa. Una informazione che aiuti a capire quel che accade e che non ceda alla tentazione di spettacolarizzare il dolore. Una simile informazione possono garantirla solo giornalisti professionalmente qualificati, competenti e testimoni, nella loro opera quotidiana, di quei principi deontologici sui quali l’Ordine fonda le ragioni della propria esistenza.
Proprio per la consapevolezza di questo valore, speriamo che al più presto possano ritrovarsi le condizioni per organizzare incontri formativi in presenza, a conferma di un impegno al quale, tanto l’Ordine regionale dei giornalisti, quanto forMedia, hanno sempre adempiuto con passione e qualità. Ricordo a chi non l’avesse ancora fatto anche l’obbligo della Pec (la Posta elettronica certificata). Un obbligo, stabilito con una legge del 2012, che riguarda tutti gli iscritti agli Ordini professionali. Per diversi anni però, all’obbligo, non è corrisposta l’esplicitazione di una sanzione. Sanzione che adesso è stata invece indicata con il Decreto Semplificazioni convertito nella legge n. 120 dell’11 settembre 2020. Essa prevede che gli Ordini professionali, dopo aver inviato formale diffida, debbano procedere alla sospensione dall’iscrizione all’Albo di coloro che non avranno proceduto a dotarsi di Pec e/o non l’avranno comunicata ai rispettivi Ordini di riferimento.
Spero che il nostro Ordine regionale dai piccoli numeri, anche su questo capitolo, possa dimostrarsi capace di proporsi come esempio e modello nella capacità di dare risposte all’altezza del compito.

Concludo questa nota con un accenno alla situazione critica dell’informazione. Situazione che in Basilicata, come nell’intero Paese, non è affatto semplice per giornali e giornalisti. Per redazioni grandi e piccole. La precarietà è cresciuta a dismisura e nubi scure incombono sul piano del lavoro e su quello della resistenza stessa delle testate. Da anni, peraltro, le istituzioni del territorio non sono state capaci di andare al di là di mere affermazioni di principio in questo campo. Nonostante le ripetute sollecitazioni di Ordine e Assostampa, una legge regionale sull’editoria non è mai diventata realtà. Segno dei tempi e di ritardi culturali nella capacità di comprendere la posta in gioco. Non solo per giornali e giornalisti. Ma per l’interesse generale della Basilicata e dei lucani. È in corso una difficile traversata del deserto. Ma prima o poi questo momento dovrà pur finire. La domanda è: in quale paesaggio ci troveremo quando ne usciremo? La speranza è che possiamo evitare di trovarci in uno scenario fatto di macerie. Ma perché questo accada, credo che serva anche stavolta una risposta fondata su qualità e rigore. E su una profonda unità (che non significa unanimismo, ma unità di intenti per il raggiungimento del bene comune dei giornalisti e dei cittadini che hanno diritto a una informazione qualificata) di tutti gli organismi della categoria. È il solo modo per evitare di fare la fine dei topi litigiosi che si azzuffano per l’ultimo pezzo di formaggio, ignari del fatto che la nave sta affondando. E loro con essa. Io sono convinto che venirne fuori sia possibile. Che sia possibile accettare la sfida dei cambiamenti vertiginosi in atto e che ci sono davanti. Credo che sia possibile raggiungere nuovi orizzonti. Costruire futuro per l’informazione, per la Basilicata, per le sue comunità. Con questo auspicio, porgo a tutti voi, e alle vostre famiglie, un augurio sentito di buon Natale e di un 2021 migliore. Perché il nuovo anno porti a tutti buona salute e ogni soddisfazione

 

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