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ORDINE DEI GIORNALISTI DELLA BASILICATA

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Assemblee dell’Ordine
26 marzo 2006 / Oreste Lo Pomo
Assemblea annuale 2006, relazione del presidente

Care colleghe e cari colleghi,
come ogni anno siamo qui per celebrare la nostra assemblea che non vuole caratterizzarsi come un appuntamento rituale ma vuole sempre più essere un momento di confronto e di dibattito sui temi della categoria. Una categoria che vive momenti importanti e decisivi per il suo futuro. Non a caso proprio domani i giornalisti del settore radio-televisivo, come già peraltro fatto la scorsa settimana dai colleghi della carta stampata e delle agenzie, sciopereranno non solo per il rinnovo del contratto di lavoro ma soprattutto per dare ai giovani colleghi nuove speranze di inserimento professionale in un mo mento di estrema precarizzazione del mercato del lavoro.

E a tal proposito bisogna dare atto al nostro sindacato di aver ingaggiato una battaglia con la FIEG sul piano della difesa dei diritti contrattuali nell’ottica della tutela di quella autonomia professionale indispensabile per continuare a gua rdare al giornalismo in termini propositivi e di offerta occupazionale per le nuove generazioni. Ma questa assemblea cade proprio nel momento in cui il Ministero della Ricerca e dell’Università,dopo aver esaminato il parere con cui il Consiglio di Stato ha escluso che l’ innovazione della laurea obbligatoria potesse essere introdotta con un decreto ministeriale, l’ha considerata come titolo opzionale per i giornalisti professionisti.
Il parere del Consiglio di Stato di fatto blocca la modernizzazione e la liberalizzazione meritocratica dell’ac cesso alla professione giornalistica mediante l’esclusivo percorso universitario. Un parere questo che si configura – come ben ha ribadito l’Ordine Nazionale dei Giornalisti – come un sabotaggio del pluriennale lavoro di riforma che attraverso un confronto intenso tra l’Ordine dei Giornalisti e il Sottosegretario del MIUR Senatore Maria Grazia Siliquini era approdato ad un testo incisivo e preciso rigu ardante la trasparenza del canale di accesso alla professione, la riforma delle prove d’esame, infine l’itinerario per dare piena dignità di professionisti a quanti lavorano da anni nel settore dei mass media in una zona grigia di precari ato e di insufficiente riconoscimento professionale.